Il Portolano scuola di scrittura

La scrittura non si ferma

“In questo momento in Europa siamo tutti italiani”.
La frase della Presidente dell’Unione Europea, sentita ieri sera al telegiornale, consola e commuove. Il sacrificio che stiamo facendo è riconosciuto anche nel resto del mondo e il mondo è con noi. Fa stare bene pensare che le nostre azioni possono influire positivamente sulla salute non solo nostra ma anche di quella degli altri.

Livio Vianello, nostro docente a Scavo, si mette a disposizione al telefono e, alle persone che chiamano, recita una filastrocca. Riceve un sacco di telefonate al giorno. Sentire quella voce che a te – e solo a te – dedica delle parole fa capire l’unicità dell’esperienza e la generosità di chi la dona. Silvia Battistella, docente sempre a Scavo, che lavora come maestra, sta registrando degli audio con brevi storie e filastrocche che carica nella piattaforma della scuola per i suoi bambini. Ci sono un bel po’ di abbracci nell’aria. Ci si adopera, pur nelle preoccupazioni, per stare vicino all’altro. Per difenderlo, proteggerlo, difendersi, proteggersi.

Il tratto di strada che stiamo percorrendo, con il carico di difficoltà che presenta, offre occasione a un tesoro di umanità di mostrarsi. Certo, c’è anche chi non ci sta. C’è anche chi ha deciso di starne fuori, di non adeguarsi. C’è chi continua a farsi gli aperitivi con gli amici in piazza, pensando che la faccenda non lo riguardi. Per fortuna però l’idea che prevale è un’altra. Queste piazze vuote, questi spazi fisici deserti, se da una parte sono destinati a rimanere il nostro trauma collettivo, dall’altra commuovono perché fanno capire che ognuno si sta impegnando. Per sé, per gli altri.

Il Portolano vive da undici anni e sono stati undici anni di condivisione prima che di insegnamento. È questo che ha permesso di creare un clima di fiducia e stima. Non ci paragoniamo a certe scuole ‘titolate’. La qualità del nostro insegnamento si può verificare sul campo ma abbiamo scelto di non avere imprenditori alle spalle che sponsorizzano testimonial per chiedere migliaia di euro per pochi fine settimana. Rifiutiamo l’idea illogica (psicologia comune) che più una cosa costa più ha valore.

Studiamo il programma per mesi, ci riuniamo periodicamente, ci confrontiamo sui testi e gli argomenti, stabiliamo orari, date, iniziative, calibrandole e incastrandole con gli impegni dei docenti. Siamo sempre disponibili a rispondere a domande, a dare informazioni, a seguire ogni passo di chi frequenta i corsi. A dilazionare i pagamenti, fatto raro, dicono (è anche questo un atto di grande fiducia). Per mantenere la qualità e contro il nostro interesse, scegliamo il numero chiuso, lasciando ogni anno fuori molte persone. Un investimento concreto ed emotivo: vogliamo costruire una squadra.

Ecco lo spirito del Portolano. Una scuola privata, un battello che ha sempre navigato con serietà, pur nelle imperfezioni – sempre migliorabili – pur nelle contingenze indipendenti da situazioni che può controllare. E in questo frangente, tutti i capitani del battello si sono attivati: oltre a Silvia e a Livio, anche Annalisa Bruni, Valentina Durante, Sabina Ferro, Manuela Tirelli, Elena Sbrojavacca, Ginevra Lamberti, Gastone Tempesta, Alberto Trentin, Francesca Zanette.

Ci siamo scambiati molte mail, telefonate, ci siamo incontrati. Fisicamente fino a quando abbiamo potuto, virtualmente dopo. In attesa di attrezzarci con le piattaforme più semplici, nel caso di ulteriori blocchi, abbiamo deciso di proseguire il nostro lavoro e utilizzare mezzi accessibili a tutti (mail, skype, telefono, whatsapp, messaggi), ben
sapendo che non sostituiscono gli incontri ‘in presenza’ e che per noi comportano un carico di lavoro molto maggiore di preparazione materiali, di poli-iper –connessione costanti. Tutti noi speriamo di svolgere regolarmente gli incontri futuri, perché vorrebbe dire che ‘quella cosa’ è passata, che ce l’abbiamo fatta grazie a un impegno tenace e responsabile (ognuno adesso si sta giovando del sacrificio dell’altro). Col vantaggio di avere avuto molti giorni o settimane per lavorare con materiali a disposizione, assistiti da vicino e in ogni momento, da chi come sempre propone, consiglia, fa revisioni e editing su cui ragionare.

La scrittura (tanto meno ora) non si fermerà. Continuerà a rimanere con noi, per permetterci di creare nuovi mondi alternativi e fantastici, per farci fare esperienze nuove. Continuerà a farci crescere, renderci migliori.

2 commenti su “La scrittura non si ferma”

  1. Grazie! Grazie dell’impegno, degli spunti e della costante e preziosa condivisione! Un ambiente personale e collettivo importate,
    Soprattutto in questo momento, per riscoprire la potenzialità della parola e della comunicazione.

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    • Grazie Chiara, Ci fa piacere che tu abbia letto e apprezzato questo parole. In questo momento, condividere è una cosa fondamentale.
      Un caro saluto!
      Bruna

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